La chiesa di San Domenico a Modena riapre le sue porte ai fedeli dopo dodici anni di chiusura dovuta alle lesioni provocate dal sisma del 2012.
La cerimonia di apertura si terrà domenica 15 dicembre 2024 alle 10.30 e sarà presieduta da don Domenico Soliman, superiore generale della Società San Paolo. Così è stato riportato dal Settimanale diocesano “Nostro Tempo”, dorso domenicale di “Avvenire”.
Nell’occasione si terrà anche il concerto delle campane, a cura dell’Unione campanari modenesi.
Il restauro della chiesa è stato «frutto di un percorso impegnativo, eseguito in due stralci e sulla base dei contributi disponibili e reso possibile grazie a un importante lavoro di squadra», ha sottolineato Mario Guglielmo Ferrari, incaricato diocesano per il coordinamento delle attività relative alla ricostruzione post terremoto.
I lavori relativi al primo stralcio sono iniziati il 3 ottobre 2017 e si sono conclusi il 20 settembre 2019 con un costo totale di 384.709,34.
Per quanto riguarda il secondo stralcio, i lavori hanno preso il via il 24 febbraio 2022 e sono terminati l’8 settembre di quest’anno per un contributo di 1 milione 500mila euro.
I lavori sono stati finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e sono stati affidati all’impresa di restauro Leonardo srl, diretti dall’architetto Elena Silvestre e dall’ingegnere Alessandro Lometti, con la supervisione dell’ingegnere Giorgio Piacentini, responsabile unico del procedimento, e il benestare della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
La cerimonia di domenica 15 dicembre sarà il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla riapertura della chiesa e ai vent’anni di presenza dei Paolini dentro di essa.
Cinque giorni dopo, si terrà la Messa di Natale dell’Accademia militare. «Quel giorno la chiesa sarà gremita, come ai vecchi tempi», ha detto don Domenico Aquino, superiore della chiesa e della casa di San Domenico, che ha aggiunto: «la nostra idea è quella di fare animazione cultuale e culturale».
A San Domenico sono presenti anche don Lino, che si occupa delle confessioni, e don Nunzio, economo e vicerettore della casa.
«In questi anni la liturgia ci è mancata molto», osservano i Paolini che dal 2001 sono presenti nella chiesa che un tempo fu casa dei Domenicani a Modena e chiesa di Corte con gli arrivo degli estensi.